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Itinerario: Nara e Kyoto in 6 giorni

Sommario

Nara
Kyoto

Nara

E’ una delle città più tranquille che abbiamo visitato. Il suo enorme parco è un oasi di pace, pieno di templi e cervi che girano liberamente. Passeggiando tra le vie del centro è possibile arrivare al quartiere dei mercanti di Naramachi. Qui si trovano molte case storiche, alcune delle quali possono essere visitate gratuitamente. Non dimentichiamoci però del Daibutsu (Grande Buddha), una delle statue in bronzo più grandi al mondo.

Come arrivarci

Siamo arrivati a Nara stanchissimi. Dopo il viaggio notturno in bus da Hiroshima, il secondo in due giorni, siamo ritornati ad Osaka. Saliti poi su una metro per Namba e un treno per arrivare finalmente a destinazione. Dormire bene in un pullman non è mai facile. Arrivati a Nara, l’unica cosa che volevamo era lasciare i nostri zaini in camera. Farci un doccia e stenderci sul letto. Peccato però che la reception dell’ostello era chiusa al nostro arrivo. Inoltre, quella notte, l’avremmo passata per la prima volta in una camera condivisa. Riusciremo a riposarci prima o poi?

Dove dormire

L’atmosfera che si respira all’ostello Kojika è molto intima e familiare. Abbiamo pagato 39,62€ a notte per due letti in un dormitorio misto con otto posti letto. Esperienza positiva, soprattutto grazie al comportamento rispettoso di tutti i compagni di camera. L’ostello regala sempre dei piacevoli incontri. Abbiamo avuto il piacere di scambiare qualche parola con un ragazzo cinese e un’olandese che parlava un ottimo italiano. Il proprietario non conosce molto l’inglese e non sembra voglia interagire molto. La struttura è funzionale, dotata di una cucina condivisa, ottima per chi come noi vuole risparmiare qualcosa sui pasti. I dormitori sono un po’ piccoli, ci sono alcune cassette dove è possibile mettere gli oggetti di valore. Peccato che non ci sia molto spazio per i nostri zaini enormi o qualsiasi bagaglio.

Cosa fare

Koshi-no-Ie

Questa tipica machiya, abitazione di un mercante, si trova qui, nel quartiere tradizionale di Naramachi. Appena entrati ci siamo recati nella sala da tè. Il pavimento tatami e il tavolo basso, erano lievemente illuminati dalla luce che filtrava dalla finestra. Vicino ad essa si trova una cucina d’epoca, con i fori per le stoviglie e la zona per il braciere.

Per poter continuare la visita del piano terra, è necessario attraversare il piacevole giardino interno, ricco dell’atmosfera zen giapponese. Per accedere al piano superiore si utilizza una classica tansu, scala a cassettoni. Necessaria per ottimizzare gli spazzi, dato che un tempo le tasse aumentavano in base alla dimensione della facciata dell’abitazione.

Piccola nota finale: al termine della visita, la signora all’ingresso ci ha fatto scegliere due cartoline da portar via gratuitamente. Entrambe sono finemente decorate con dei classici disegni giapponesi. Un bel gesto che ci ricorderà per sempre questa piacevole visita.

Assaggiare il mochi al Nakatanidou

Il mochi è un classico dolce giapponese costituito da uno speciale tipo di riso glutinoso. Dopo aver messo a bagno e cotto il riso, si sposta il composto in un grande mortaio. Seguendo il metodo tradizionale, sono necessarie due persone per modellare la pasta di riso glutinoso. Una percuote ritmicamente il composto con il kine (martello) mentre l’altra lo rigira e lo umidifica con dell’acqua.

Noterete sicuramente il Nakatanidou a causa della costante fila chilometrica di persone che aspettano di assaggiare questo dolcetto. Un mochi costa 180¥ (1,15€). Quando siamo stati qui, vendevano il mochi al tè verde ripieno di crema ai fagioli rossi. All’esterno era ricoperto di una polvere di fagioli di soia.

La consistenza è gommosa. L’impasto ha un lieve sapore di tè verde che risalta il ripieno ai fagioli rossi, molto dolce. Nel complesso è un dolce molto particolare, da provare almeno una volta nella vita. Attenti però a non strozzarvi!

Giardino Yoshikien

Passeggiare in questo giardino pubblico in stile tradizionale è come immergersi in un anime dello studio Ghibli. Enormi tappeti di muschio ricoprono tutta la terra nelle zone alberate. Il laghetto centrale e le lanterne di pietra attirano delle farfalle dai colori stupendi. All’interno del giardino ci sono vari sentieri. Grazie ad essi è possibile raggiungere una bellissima casa da tè e un punto panoramico.

Tampio Tōdai-ji e Daibutsu

Il Tōdai-ji è sicuramente l’attrazione più importante di Nara. Possiede anche il primato di struttura lignea più grande al mondo, nonostante sia solo un terzo del complesso originale. Gran parte è visitabile gratuitamente ad esclusione della sala del Daibutsu (800¥, circa 5€).

Al suo interno è custodita la statua del Daibutsu (Grande Buddha). Alta più di 16 m e costituita da 437 tonnellate di bronzo e 130 kg d’oro. E’ la raffigurazione di Dainichi Nyorai (Buddha Vairocana in sanscrito). Ovvero il Buddha cosmico da cui sono nati tutti i mondi ed i rispettivi Buddha.

Gironzolando all’interno della sala, noterete alcune statue lignee di guardiani. Alle spalle del Daibutsu, vedrete un pilastro in legno con un varco alla base. Secondo una credenza popolare, chi riesce a passare attraverso tale apertura, raggiungerà l’illuminazione. Durante la nostra visita abbiamo osservato un intera famiglia cimentarsi e riuscire nell’impresa.

Kyoto

Sicuramente più frenetica, ci ha rapito con il suo fascino. Il continuo fondersi della tradizione con la modernità non è mai disturbante, perché queste due convivono in armonia. Se a Nara abbiamo assaggiato per la prima volta il Mochi, qui abbiamo provato il vero sushi. Ora sarà molto difficile mangiarlo da altre parti. Oltre ad aver viaggiato con i sapori, abbiamo goduto di alcune delle più belle atmosfere visitando dei santuari stupendi.

Come arrivarci

Dopo aver visitato Nara siamo andati a Koyasan, una delle mete che più ci è piaciuta in Giappone. Per arrivare a Kyoto abbiamo preso un bus diretto che ha impiegato 3 ore ed è costato 2800¥ (17,60€). Siamo scesi al capolinea, la stazione dei bus di Hachijoguchi. Per arrivare al nostro alloggio, siamo saliti su un treno dalla stazione di Kyoto per quella di Nijo.

Dove dormire

Abbiamo alloggiato al Miro Hotel, nel quartiere di Nijo, leggermente fuori dalla zona centrale ma ben servita dai mezzi pubblici. Una camera doppia ci è costata 35€ a notte. La struttura è dotata di una cucina condivisa, lavanderia gratuita e un frigo in camera. Servizi che abbiamo molto apprezzato. Le camere sono molto piccole ma funzionali, come tutte le strutture dove abbiamo alloggiato in Giappone. Il bagno svolge anche la funzione di asciugatrice per gli indumenti, diteci voi se questo non è il futuro.

Cosa fare

Mercato di Nishiki

In questo mercato coperto potrete trovare tantissime materie prime che vengono utilizzate dai ristoranti di Kyoto. Mentre passeggiate al suo interno date un occhiata ai prodotti di ogni bancarella. Qui potrete assaggiare dei nigiri di salmone (600¥, 3,70€) e degli spiedini di sashimi (350¥, 2,16€), semplicemente deliziosi.

Ci sono anche alcuni venditori di takoyaki, le polpette di polipo in pastella. Alcuni venditori di sakè, la bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del riso. Ovviamente non c’è solo cibo, bacchette personalizzate, piattini decorati a mano e tanti altri oggetti interessanti, ottimi anche per souvenir.

Ramen al Hakata-Nagahama

Questo locale molto spartano serve uno dei ramen più autentici che abbiamo provato. Come succede spesso, bisogna ordinare tramite un distributore che troverete all’ingresso. Vi basterà inserire i soldi e selezionare il piatto che desiderate. Dovrete poi consegnare il biglietto al personale e accomodarvi sugli sgabelli di fronte alla cucina.

Il prezzo varia in base agli ingredienti, noi abbiamo optato per una ciotola di ramen classico (800¥, 5€). Compresa di noodles, fette e cubetti di maiale, uova sode di quaglia, alcuni funghi piccanti ed erba cipollina.

Ogni località del Giappone ha la propria variante di ramen, questa in particolare ha il brodo tonkotsu (osso di maiale). Per ottenerlo, le ossa vanno fatte bollire ad alte temperature per diverse ore. Così da ottenere una consistenza cremosa simile a quella del latte. So che può sembrare poco invitante ma è molto buono, provare per credere.

Tempio Kiyomizu-dera

La posizione di questo tempio, sulle pendici di una collina, offre un panorama semplicemente spettacolare. La vista migliore la si ha dal porticato dell’Hondo (l’edificio principale), che dà sul fianco della collina. Invece, per avere una vista sul tempio, è necessario andare alla Koyasunoto Pagoda. L’ingresso al complesso costa 500¥ (3,10€).

Scendendo verso valle troverete la cascata Otowanotaki. I visitatori bevono le acque sacre, che si ritiene donino salute e longevità. Per maggiori informazioni potrete visitare il sito del tempio, ricco di curiosità.

Sannenzaka e Ninenzaka

Passeggiando in queste due strade vi farete un idea di cosa era Kyoto prima della modernizzazione. Ai lati delle strade troverete tantissime botteghe e negozi di souvenir situati in tipiche casette di legno.

La strada di Ninenzaka e particolarmente scenografica, grazie al dislivello che offre un ottima vista. In sottofondo noterete la costante presenza della Pagoda Yasaka-no-to a 5 piani.

Percorrendo la via Sannenzaka arriverete al Tempio Kiyomizu-dera. Potrete quindi decidere se passeggiarci prima o dopo la visita al santuario.

Tempio Kinkaku-ji

Nasce nel 1397 come residenza dello shogun, capo politico e militare, Ashikaga Yoshimitsu. Nel 1950 venne distrutto in seguito ad un incendio appiccato da un novizio. Dopo 5 anni terminarono i lavori di ricostruzione e si estese il rivestimento in foglia d’oro anche ai piani inferiori.

Il “Padiglione d’Oro” è uno dei monumenti più celebri del Giappone. Per questo motivo è sempre molto affollato. E’ stato molto piacevole passeggiare nei suoi giardini ammirandolo in tutta la sua bellezza. Sulla cima c’è la statua di una fenice, anche essa d’orata, simbolo forse della rinascita del tempio dalle proprie ceneri.

Tempio Chionin

Questo maestoso complesso è la sede principale della scuola buddhista Jodo (‘della Terra Pura’), la più seguita in Giappone. Honen, il suo fondatore, insegno la sua dottrina e digiunò fino a morire proprio nel luogo dove nel 1234 fu costruito questo tempio.

Non appena ci si avvicina al tempio non si può non notare il San-mon, la porta buddhista a due piani più grande del Giappone. L’edificio principale, Miei-do, custodisce l’effige di Honen ed è collegato al Dai Hojo tramite un pavimento ad usignolo. Questo veniva utilizzato per avvisare dell’arrivo di una persona tramite il rumore prodotto dai passi sul pavimento.

Salendo su per la scalinata è possibile ammirare un enorme campana del peso di 70 tonnellate. Ogni anno, alla vigilia di Capodanno, i monaci la fanno rintoccare 108 volte. Tra un edificio e l’altro ci sono vari giardini e c’è anche un laghetto.

Visitando questo tempio, siamo rimasti sbalorditi dalla grandezza di ogni edificio e dei suoi elementi, come l’incensiere di fronte al Miei-do e la lanterna al suo fianco.

Fushimi Inari-taisha

L’Inari è la divinità giapponese della fertilità, del riso e dell’agricoltura. Da il nome alla montagna sulla quale è costruito questo tempio shintoista e viene raffigurato con le sembianze di una volpe. Questo animale è ritenuta una creatura sacra e misteriosa, in grado di ‘possedere’ gli esseri umani. In tutto il santuario troverete molte statue di volpe con una chiave in bocca, per proteggere l’accesso al deposito del riso.

Questo complesso possiede tantissimi torii, portali rosso vermiglio, i quali rappresentano l’ingresso ad un area sacra. Il passaggio sotto di essi portano ad una prima forma di purificazione. Arrivare al primo punto panoramico è stato faticoso ma soddisfacente.

Prima di visitare una nazione, ci piace informarci leggendo libri e guardando film di autori locali. Questo ci permette di comprendere di più la cultura locale una volta sul posto. Visitando il Fushimi Inari-taisha abbiamo avuto la fortuna di assistere ad uno spettacolo di danza. Lo stesso che viene eseguita da Mitsuha e la sua sorellina nel film di animazione “Your name.”. Riconoscerlo e riguardarlo dal vivo ci ha reso molto felici, ci siamo sentiti un po’ più consapevoli della grandezza di questa cultura.

Foresta di bamboo di Arashiyama

Il bosco è formato da altissime canne di bambù tra le quali filtra flebilmente la luce del sole, creando un’atmosfera unica. Un luogo da vivere di persona perché nessuna fotografia può rendere l’idea della maestosità di queste piante.

Per arrivare qui, abbiamo preso un treno per la stazione di Saga-Arashiyama. Da lì si può raggiungere con una camminata di 15 minuti.

Grazie per aver letto il nostro articolo, speriamo ti sia stato d’aiuto!

Aurora & Mario.