Sommario
Hiroshima
Miyajima
All’arrivo
Per arrivare ad Hiroshima abbiamo preso un bus notturno da Osaka (premi qui per l’itinerario). La compagnia è la Willer e questa è la stazione di partenza. Il prezzo del biglietto è di 6000¥ (35€). Siamo saliti alla stazione dei bus di WillerExpress, una delle compagnie di trasporti più economiche del Giappone. Abbiamo impiegato sette ore e mezza per arrivare alla stazione centrale di Hiroshima. Abbiamo poi preso un bus che ci ha lasciati a pochi passi dal nostro albergo. I pulman della Willer sono puliti e ordinati, come ogni cosa in Giappone. Unica pecca la distanza ravvicinata tra i sedili non ti permette di stendere le gambe comodamente.
Alloggio
Le nostre 2 notti a Hiroshima le abbiamo trascorse allo Smile Hotel Hiroshima, camera molto lussuosa. Letto molto confortevole, bagno moderno ma soprattutto pigiami coordinati. L’hotel si trova in ottima posizione, per questo motivo siamo riusciti a visitare la città senza usare mezzi pubblici.
Hiroshima
Dopo aver trascorso 3 giorni ad Osaka ci siamo spostati ad Hiroshima. La prima città ad essere stata obbiettivo di un attacco nucleare. La nostra visita è stata ricca di emozioni. Il Museo della Pace ci ha fatto commuovere per i suoi racconti sulle devastazioni causate dalla bomba. Il Festival dei fiori ci ha sorpreso per la sua vivacità.
Museo della pace

Questo complesso è una tappa fondamentale di ogni viaggi a Hiroshima. La struttura è divisa in due sezioni. La prima è situata al piano terra. Racconta la storia delle vittime dirette, indirette e dei sopravvissuti.
Siamo stati accompagnati in un viaggio nella vita di queste persone. Questo è stato possibile grazie a pagine di diario e disegni dei bambini. Gli stessi che hanno vissuto in prima persona questa atrocità. Al piano superiore, c’è un tavolo interattivo e vari televisori. Grazie a questi, si possono conoscere moltissime informazioni riguardo la storia dell’attacco. Ci sono anche dettagli sull‘invenzione della bomba atomica.
Parco della pace

Il Museo della pace è circondato da un grande parco, pieno di monumenti commemorativi. Uno dei più conosciuti è sicuramente la Fiamma della pace. Una fiaccola che brucia ininterrottamente dal 1 agosto 1964. Questa verrà spenta solamente quanto il mondo rinuncerà a tutti gli ordigni nucleari.
Un altro mausoleo molto importante è quello per la Pace dei bambini. Una campana eretta in onore di tutti i bambini che hanno perso la vita a causa della bomba. In particolare ricordiamo di Sadako Sasaki. Una bambina che, all’età di undici anni, si ammalò di leucemia. Questo accadde a causa delle radiazioni procurate dalla detonazione della bomba.
Suo fratello le raccontò una leggenda. Secondo questa, chiunque avesse costruito mille orizuru (origami di gru) avrebbe potuto esprimere un desiderio. Sfortunatamente Sadako morì il 25 ottobre 1955 completando 644 origami. I restanti 356 furono completati dai suoi amici e seppelliti nella sua tomba. Alle spalle del monumento sono conservati tantissimi origami, costruiti in onore di Sadako. Tutt’oggi persone provenienti da tutto il mondo, commossi dalla sua storia, ne costruiscono e le lasciano qui.
Festival dei fiori

Questa manifestazione viene celebrata ogni anno all’inizio del mese di maggio. Il viale della Pace viene transennato per permettere il libero passaggio di carri, bande musicali, scuole di danza. Tutte queste e tante altre associazioni, cariche di fiori, sfilano a ritmo di musica.
Nelle strade parallele ci sono varie bancarelle gastronomiche e palchi per esibizioni canore e spettacoli teatrali. Per noi è stata un’ottima occasione per immergerci nella cultura contemporanea della città. La cultura è ricca di musica e stili di danza da tutto il mondo. Ci sono persino balli hawaiani. Ma anche in quella antica, grazie ad alcuni spettacolo teatrale dove venivano utilizzati vestiti e maschere tradizionali.
Miyajima
Quest’isola, poco distante da Hiroshima, è un’occasione stupenda per fare una pausa dal trambusto cittadino ed immergersi nella natura. Qui potrai incontrare tantissimi cervi, liberi di gironzolare e mangiare il cibo e soprattutto le mappe dei turisti distratti. Consigliamo di venire qui presto, per evitare la folla di turisti e scolaresche che visitano l’isola tutti i giorni.
Come arrivarci
Dal nostro alloggio abbiamo camminato fino alla stazione Ebisucho, dove abbiamo preso il tram per Hiroden-Miyajimaguchi. Il costo del biglietto è di 270¥ (1,60€) e abbiamo impiegato un ora per arrivare a destinazione. Scesi dal tram, ci siamo diretti al porto Matsudai Kisen, dove siamo saliti a bordo del traghetto. Con 250¥ (1,50€) ci ha portato sull’isola.
Santuario di Itsukushima
Il simbolo dell’isola di Itsukushima è sicuramente il suo santuario. Il suo imponente torii galleggiante è uno dei portali rossi più iconici del Giappone. Quando la marea è bassa, le persone possono camminare ai suoi piedi. Quando si alza però, si può ammirare lo spettacolare riflesso della porta nell’acqua.
L’ingresso al santuario costa 300¥ (1,90€), ci dispiace non esservi entrati a causa del sovraffollamento dei visitatori. Così facendo però abbiamo potuto scoprire con più calma lo stupendo Daishoin.
Tempio Daishoin

Per evitare le scolaresche e i moltissimi turisti che, non appena scesi dal traghetto, si sono diretti al santuario. Siamo andati in questo maestoso tempio, il secondo per importanza del buddismo Shingon.
La visita a questo complesso è stata molto varia. L’ingresso nella sala principale Kannondo, dove abbiamo reso omaggio al Buddha del tempio. Poco fuori, abbiamo notato una statua rossa di Binzurusonjya (il Buddha guaritore) all’ingresso della sala principale. Si dice che, se hai dolori, toccando la parte del corpo dolorante sulla statua del Buddha, riceverai la guarigione. Il più presto possibile. Io ho toccato la parte bassa della schiena. Mentre Aurora ha toccato il collo, per accumulare un po’ di sollievo dallo scomodo viaggio notturno in bus.
Osservando i dintorni del tempio, abbiamo notato una scalinata che portava alla base della struttura. Avvicinandoci notammo che, verso la metà della scala, c’erano delle tende nere che impedivano la vista, incuriositi decidiamo di scendere. Dopo aver scostato le tende, si presentò di fronte a noi il buio più totale. Continuando il percorso buio, notammo alcune immagini illuminate del Buddha che irradiavano lievemente il nostro cammino verso l’uscita. Quest’esperienza si chiama Kaidan Meguri, ed è un percorso di purificazione attraverso l’oscurità e la guida delle immagini sacre.
Proseguendo il percorso, ci siamo imbattuti in alcune ruote della preghiera verdi. Salendo le scale le abbiamo fatto ruotare come per animare un canto di devozione. Scendendo verso il giardino, abbiamo notato una grotta piena di lanterne appese al soffitto. Al suo interno ci sono statue provenienti dagli 88 templi di pellegrinaggio dello Shikoku. Di fronte ad ognuna di loro, una teca di vetro contenente la sabbia raccolta in quelle zone. Così da permettere ai visitatori di camminarci sopra e ottenere gli stessi meriti come se avessero fatto il pellegrinaggio.
Continuando a passeggiare per il giardino, ci siamo imbattuti in un percorso. Il tutto formato da gradini bassi che portavano verso il bosco. Al lato del tragitto, ci sono tantissime statue di Jizo, il bodhisattva protettore dei viaggiatori e dei bambini. Queste stupende sculture sono tutte adornate con cappelli rossi fatti a mano. Questi ornamenti le rendono ancora più vive, come se si stessero per muovere da un momento al altro.
Grazie per aver letto il nostro articolo, speriamo ti sia stato d’aiuto!
Aurora & Mario.