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Itinerario: Osaka in 3 giorni

Il nostro primo viaggio in Giappone è iniziato proprio qui ad Osaka, la seconda città per numero di abitanti e capitale commerciale. Se ti piace mangiar bene, sappi che Osaka è considerata la “cucina del paese”, non avrai difficoltà a trovare buonissimi piatti tipici.

All’arrivo

Siamo atterrati all’Aeroporto internazionale del Kansai in serata. Per arrivare al nostro alloggio, abbiamo dovuto prendere un treno per la stazione Shin-Imamiya. Lì abbiamo prelevato alcuni contanti per pagare la metro per Momodani.

Alloggio

Siamo stati 3 notti al Hotel Naniwa, la camera era piccola ma funzionale, in perfetto stile giapponese. Il pavimento tatami, rivestito con paglia intrecciata, e gli shoji, porte in carta di riso, sono stati la perfetta cornice per iniziare la nostra avventura.

Giorno 1

Tempio Shitennō-ji

Il complesso di templi buddisti di Shitennō-ji è il più grande di Osaka. Quando siamo stati lì c’erano molti visitatori e nel giardino circostante erano state allestite alcune bancarelle che vendevano libri e altri oggetti d’epoca e c’era persino un prestigiatore che intratteneva i bambini.

Per poter entrare nel tempio principale e nella pagoda, bisognava pagare un biglietto di 300 ¥ (1,72€). Sotto al portico che circonda la pagoda e il tempio, ci sono moltissime lanterne dorate con i nomi dei fedeli che le hanno donate. Dopo aver tolto le scarpe, è possibile salire in cima alla pagoda, tutta adornata di piccole statuette dorate di Buddha.

Pranzo al mercato di Shinsekai

Passeggiando tra le vie del mercato di Shinsekai, nella disperata ricerca di una bancarella meno turistica ed economica dove pranzare, ci siamo imbattuti in un gruppo di signori che uscivano da un ristorante. Una signora del gruppo, dopo averci visto sbirciare all’interno del locale, ci ferma dicendo: “Qui si mangia bene e si spende poco”. Rassicurati dalle sue parole, decidiamo di entrare e di pranzare lì. Abbiamo preso una zuppa di verdure e pesce, un pezzo di tofu e una torta di riso spendendo 540¥ (3,20€).

Per concludere il pasto, abbiamo preso due crocchette Tsutenkaku e una di patate Kushikatsu alla macelleria Sakamoto. Tutto fritto al momento, rendendo le crocchette belle calde e croccanti.

Dotonbori e Ponte di Ebisubashi

Questo ponte si trova all’interno del quartiere di Dōtonbori, famoso per la sua vivace vita notturna e le luminose insegne al neon. Il nome del quartiere deriva dal canale Dōtonbori-gawa e dal ponte di Ebisubashi, che collega le due sponde, dove è possibile godere di una splendida vista sul quartiere. Da un lato la ruota panoramica gialla e dall’altro la famosa insegna al neon del corridore della “Glico”, ditta produttrice dei “Mikado”.

Cena da Hanamaru-udon Shinsaibashi

In Giappone ci sono moltissime catene di ristoranti con una buona qualità-prezzo.
Questa in particolare è specializzata in “Udon”, i noodles spessi di farina di grano che possono essere serviti con o senza brodo. Noi ne abbiamo preso una porzione con il tofu fritto, la zuppa aveva il solito aroma di pesce (non molto gradito da Aurora) e il tofu era molto dolce.

Giorno 2

Castello di Osaka

L’enorme giardino che lo circonda è molto tranquillo, noi abbiamo passeggiato al suo interno godendo dell’ombra degli alberi, fino ad arrivare al castello. Pagando il biglietto di ingresso (600¥) è possibile salire al piano 8F, dove troverete una terrazza con una vista a 360°. Noi abbiamo preferito rimanere nel parco e osservare la bellezza del edificio ristrutturato alla perfezione.

Pranzo al Gyoza no Ohsho – Temmabashi

La catena di ristoranti cinesi “Gyoza no Ohsho” non è sicuramente una delle migliori che potrete trovare in Giappone, però i suoi prezzi sono veramente bassi. Per 1200¥ (7€) abbiamo preso una porzione di ramen, un riso fritto e sei gyoza, ravioli cinesi con cavolo, carne di maiale, zenzero e tanto aglio.

Mercato di Kuromon

Come saprete abbiamo un debole per i mercati e qui in Giappone ce ne sono veramente tanti. Qui si vende molto street food, souvenir e pesce fresco. Camminare al suo interno ti permette di conoscere meglio la popolazione locale e le loro abitudini e, perché no, mangiare qualcosa.

Tempio Hōzenji

In fondo ad un vicolo stretto, troverete questo minuscolo tempio che ospita la statua di Fudō Myō-ō, divinità del buddhismo esoterico, che viene regolarmente bagnata dai suoi fedeli e quindi completamente ricoperta di muschio. Si dice che sia il punto di riferimento per chi anima la vita notturna della città.

Cena al Takoyaki Wanaka

I Takoyaki sono delle polpette di polipo, condite all’occorrenza con alghe secche, tonno stagionato essiccato (che abbiamo evitato) e salsa okonomiyaki. Questo locale è uno dei più antichi. Si dice che la particolarità del locale sia data dall’utilizzo di piastre in rame anziché di ghisa, per rendere le polpette più croccanti all’esterno e morbide dentro.

Giorno 3

Quartiere Tsuruhashi e Korea Town

Tsuruhashi è il quartiere tradizionale e Korea Town, come si intuisce dal nome, è il quartiere coreano. Sfortunatamente, quando abbiamo visitato questa zona, il tempo non era dei migliori però, l’abbondanza di luce, ci ha permesso di scattare delle bellissime foto di vita quotidiana dei suoi abitanti.

Genshoji

Il tempio in se non ci ha particolarmente colpiti, trattandosi di una struttura moderna, camminando intorno però abbiamo visto un interessante cimitero e una bellissima statua, probabilmente di una divinità, adornata con alcuni origami di fiori di loto.

Grazie per aver letto il nostro articolo, se vuoi vedere le foto che abbiamo scattato ad Osaka, fai un salto sulla nostra pagina Instagram e seguici per altri contenuti.