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Giappone spirituale: 2 giorni a Koyasan

Introduzione

C’è un luogo in Giappone dove il tempo sembra sospeso, dove migliaia di lanterne illuminano un antico cimitero nascosto tra altissimi cedri e dove il silenzio della notte racconta storie di monaci e samurai. Questo luogo è Koyasan, il cuore spirituale del Giappone, un’esperienza che ti porta lontano dal frastuono del mondo e ti immerge in un’atmosfera sacra e misteriosa.

In questo articolo ti accompagneremo in un viaggio unico attraverso il maestoso cimitero di Okunoin, che abbiamo esplorato sia di giorno che di notte, tra leggende affascinanti e curiosità che lo rendono un luogo senza eguali.

Scoprirai anche la serenità dei templi Kongobu-Ji e Shojoshin-in, dove abbiamo assistito a cerimonie millenarie, e rimarrai incantato dalla maestosità della pagoda Kompon Daito e della porta Daimon Gate.

Se sogni di vivere un’esperienza spirituale autentica e di immergerti nella magia di Koyasan, continua a leggere: preparati a scoprire un luogo che lascerà un segno indelebile nel tuo cuore e nella tua mente.

Prima di immergerti nella lettura, guarda il nostro video su Koyasan per un’anteprima visiva delle sue meraviglie!

Sommario

Koyasan

Le otto vette montuose della prefettura di Wakayama si aprono come i petali di un fiore di loto, creando un paesaggio che incanta chiunque lo osservi. Al centro di questo fiore si trova Koyasan, un luogo intriso di mistero e spiritualità, immerso tra foreste millenarie e templi storici. Scopri come questo angolo di Giappone unisce natura, storia e misticismo in un’esperienza unica.

Come arrivarci

Non possiamo negarlo, arrivare qui non è stato facile. Ecco i mezzi che abbiamo dovuto prendere:

  • Treno Nara – Takada (510¥/3,10€)
  • Treno Takada – Hashimoto (680¥/4,13€)
  • Treno Hashimoto – Gokurakubashi + Funicolare per Koyasan (990¥/6,02€)
  • Bus per la stazione Okunoin-mae (510¥/3,10€)

Per arrivare a destinazione abbiamo impiegato all’incirca 4 ore, per questo vi consigliamo di partire in mattinata da Nara.

Dove dormire

A Koyasan i prezzi degli alloggi sono sopra la media. Se non avessimo trovato posto al Koyasan Guest House Kokuu (4500¥/27,35€ a capsula), probabilmente avremmo rinunciato a venire fin qui. Sarebbe stato un errore, perché Koyasan è una delle mete che più ci ha affascinato in Giappone.

La guesthouse si trova alla fine del centro abitato, vicino a uno degli ingressi del cimitero. Offre sia camere in stile capsule hotel che camere private (noi abbiamo scelto la prima opzione). Tutte le sistemazioni condividono i servizi comuni.

Tra i dettagli che abbiamo apprezzato di più ci sono le splendide ciabattine in pelle fornite al nostro arrivo. Il proprietario, pur essendo molto serio, si è dimostrato disponibile e attento, aiutandoci con una mappa dei principali punti di interesse della zona.

Infine, la guesthouse dispone di una piacevole zona comune e di un bancone dove è possibile consumare la colazione o pasti, anche acquistabili direttamente presso la struttura.

Dove mangiare

A Koyasan non abbiamo trovato locali incredibilmente particolari, ma possiamo consigliarvi un paio di posti dove abbiamo mangiato bene.

Lo Tsukumo è un tipico ristorante familiare giapponese. Appena varcata la soglia, vi sembrerà di pranzare nella sala da pranzo di una vostra ipotetica nonna giapponese. L’atmosfera è intima e cordiale: al nostro arrivo ci hanno offerto una teiera intera di tè verde, che abbiamo sorseggiato mentre, in sottofondo, ascoltavamo quella che sembrava una fiction giapponese alla quale la proprietaria era molto affezionata.

Per il pranzo, Aurora ha ordinato un piatto di Oyakodon, una scodella (il termine don deriva da donburi, che significa appunto ciotola) di riso con pollo, uova, cipolle verdi e verdure. Io, invece, ho optato per un piatto di riso al curry con verdure e manzo. Entrambi erano molto buoni ed economici (1350¥/8,20€).

Se siete stanchi dei soliti piatti di riso o ramen, vi consigliamo di pranzare da Higurashi. Questa caffetteria prepara degli ottimi sandwich (700¥/4,26€) con prosciutto, formaggio, uova, “alcune verdure” (come specificato nel menù) e una salsa di pomodoro fatta in casa, che abbiamo apprezzato particolarmente. Abbiamo anche provato un toast con prosciutto e formaggio filante (430¥/2,61€), semplice ma gustoso e preparato con cura.

Per concludere il pasto con un tocco di dolcezza, vi consigliamo questa pasticceria che prepara alcuni dolci della tradizione giapponese. Noi abbiamo assaggiato i Roppou-yaki, piccoli dolcetti simili a un pan di spagna con vari ripieni. Tra i gusti provati, il classico ripieno ai fagioli rossi e quello alla patata dolce, che abbiamo preferito.

Per dei pasti pronti o dei cup noodles, potrete andare al minimarket Daily. Noi abbiamo preso anche qualcosa per la nostra classica colazione dolce, alla quale non rinunceremo mai.

Cosa fare

Cimitero Okuno-in

Con oltre 200.000 tombe, l’Okuno-in è il cimitero più grande del Giappone e uno dei luoghi più sacri per i buddhisti Shingon. Far riposare le proprie spoglie (o persino una ciocca di capelli) qui è considerato un onore immenso.

Questo luogo è estremamente suggestivo. Noi abbiamo avuto la fortuna di ammirarne il lato più malinconico durante una mattinata nuvolosa, mentre di sera, passeggiando tra le tombe illuminate dalle lanterne, si percepisce un’atmosfera avvolta da un mistero quasi tangibile.

Durante la visita, abbiamo scoperto diversi aneddoti affascinanti. Appena superato il Gobyo-bashi, l’ultimo ponte prima di arrivare alla cripta, troverete un piccolo edificio in legno che custodisce il Miroku-ishi, una pietra che, secondo la leggenda, pesa quanto i vostri peccati. Per mettere alla prova questa credenza, bisogna infilare la mano nella fessura, sollevare la pietra con una mano sola e appoggiarla su una mensola poco più in alto. Nonostante i tentativi, né io né Aurora siamo riusciti a sollevarla!

Passeggiando tra le tombe, ci siamo imbattuti anche in un pozzo avvolto da un’aura inquietante. La leggenda narra che, se non vedi la tua immagine riflessa nell’acqua del pozzo, morirai entro tre anni. Quando abbiamo letto queste parole, siamo rimasti bloccati dal dubbio: guardare o no? Alla fine, con un po’ di coraggio, ci siamo affacciati… e per fortuna abbiamo visto entrambi i nostri riflessi, tirando un enorme sospiro di sollievo!

Il cimitero si estende per gran parte della lunghezza del paese. Il nostro alloggio si trovava vicino a una delle entrate, mentre l’altra è situata in centro, nei pressi del tempio Shojoshin-in.

Tempio Kongobu-ji

Qui risiede l’abate di Koyasan ed è la sede della scuola Shingon. Il padiglione principale risale al XIX secolo, mentre il portale principale è la struttura più antica, datata 1593.

La nostra visita al complesso si è svolta osservando le abitudini dei fedeli dall’esterno. Prima di entrare, è consuetudine sciacquarsi le mani con acqua prelevata da una fontana tramite un piccolo pentolino. Questa procedura rappresenta un segno di purificazione prima di accedere al luogo sacro.

L’accesso al padiglione principale ha un costo di 500¥ (3,04€). Al suo interno si possono ammirare alcuni fusuma, le tradizionali porte di carta scorrevoli, dipinte a mano con cura e maestria.

Dal padiglione si può inoltre godere della vista del Banryutei, il giardino roccioso più esteso del Giappone, un’opera che incanta per la sua armonia e imponenza.

Pagoda Kompon Daito

Questa pagoda si trova al centro di otto montagne, formando un mandala in cui la pagoda stessa rappresenta il fulcro.

Di colore arancione acceso e alta 50 metri, la struttura cattura immediatamente l’attenzione per la sua imponenza e vivacità.

All’interno della pagoda si trova il Dainichi-nyorai, il Buddha cosmico, posizionato al centro di altri quattro Buddha minori.

Le colonne della pagoda sono decorate con dipinti di 16 bodhisattva, che insieme creano un mandala tridimensionale del cosmo Shingon, offrendo una visione simbolica e immersiva della spiritualità di questa scuola buddhista.

Daimon Gate

Questa era la porta di accesso al Koyasan. Tutti i pellegrini venivano accolti da questo mastodontico portone, che rappresentava la prima cosa visibile al loro arrivo.

Attraversare questa porta, passando accanto alle statue dei guardiani, ci ha permesso di vivere un frammento delle emozioni provate dai pellegrini. È stata una sensazione davvero intensa.

Nelle vicinanze della porta inizia un sentiero di circa un’ora, che si addentra nei boschi circostanti. Noi non lo abbiamo seguito, poiché avevamo già camminato molto per arrivare fin lì.

Se volete esplorarlo, vi consigliamo di prendere il bus fino al portale, così da risparmiare energie per il percorso.

Preghiera mattutina

La preghiera mattutina si svolge ogni giorno al Torodo Hall, situato nel punto più remoto del cimitero Oku-no-in. Questo luogo è anche conosciuto come Padiglione delle Lanterne, poiché soffitto e pareti sono ricoperti dalle lanterne donate dai fedeli.

I monaci offrono ogni giorno il cibo a Kobo Daishi, poiché alle spalle del tempio si trova il portale che segna l’ingresso alla sua cripta. Nessuno può oltrepassare quel portale, rendendo il luogo ancora più sacro e misterioso.

Assistere alla preghiera è stata un’esperienza davvero unica. Ci siamo svegliati molto presto, dato che la cerimonia inizia alle 7. Per arrivare al padiglione, abbiamo percorso una parte del cimitero sotto la pioggia, un’esperienza suggestiva e intensa.

La ripetizione dei mantra cantati dai monaci ci ha immerso in uno stato di rilassamento e meditazione profonda.

Consigliamo vivamente di partecipare a questa cerimonia, per vivere un momento di profonda connessione spirituale.

Cerimonia del fuoco

Un’altra cerimonia molto suggestiva, a cui è possibile assistere gratuitamente, è la Cerimonia del Fuoco, che si svolge ogni giorno alle 13:00 presso il tempio Shojoshin-in.

Prima della cerimonia, è possibile acquistare delle piccole lastre di legno su cui scrivere il proprio desiderio. Questi desideri saranno parte integrante del rituale.

La cerimonia è condotta da un monaco che, durante la preghiera intonata attraverso mantra, prepara e attizza un fuoco sacro nel braciere di fronte a lui.

Verso la fine del rituale, il monaco chiama le persone che hanno acquistato le lastre di legno, invitandole a lanciarle nel fuoco. Questo gesto simbolico rappresenta l’offerta del proprio desiderio. Dopo aver lanciato la lastra, è consuetudine fare un inchino prima di tornare al proprio posto.

L’atmosfera è resa ancora più magica dal profumo della legna bruciata e dai canti di preghiera.
Un’esperienza imperdibile, capace di lasciare un ricordo indelebile.

Grazie per aver letto il nostro articolo, speriamo ti sia stato d’aiuto!

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Aurora & Mario.